Farsi storia #7. Andy Murray

Entrare nella Storia è espressione peculiare; significa che si entra in un club esclusivo? Oppure in un libro che, cronologicamente e con tono epico racconti le avventure dell’uomo degne di memoria? Noi diciamo “fare la Storia” e vorremmo addirittura intendere che questi bipedi hanno ricevuto in dono la penna divina per poterle scrivere, plasmare, quelle pagine. Prendete Andy Murray: ancora bambino, rischiò di passare per la porta sbagliata, quella delle tragedie minori per cui una lacrima non smetterà mai di versarsi, quando un folle armato fece una strage nella sua scuola e lui riuscì a salvarsi grazie a un’insegnante. Cresciuto, ha scoperto che il furore divino l’aveva investito donandogli, anche lui armato, ma di nobile racchetta, l’arte di fare a fette un campo da tennis. E da allora la Storia ha dovuto portarla sulle spalle, con un nome e un cognome, Fred Perry, e una bandiera intrecciata a Union Jack arrivata, nell’anno del Signore 2013, a mostrare 77 tacche, una per ogni volta che un britannico non aveva più vinto Wimbledon. Sul giardino tennistico della Regina, quando non degli stessi Dei del Gioco, Andy era chiamato a ripetere i fasti di Fred, uno che ora conosciamo per le polo, altro che palline ed erba e trofei. Il 7 luglio 2013, dopo 77 anni, Murray è diventato lo scozzese più inglese di sempre, togliendosi dalle spalle quella Storia e l’intera Nazione e lasciando che ora siano loro a portare lui.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...