Raccontando un viaggio. Partendo per una storia

Testo esposto in occasione della mostra Fausto De Stefani – Genti e Montagne dell’Himalaya, a Castiglione delle Stiviere nel maggio 2013

Tutto inizia alla Cascina Rossa. Il viaggio che si fa. Come in un racconto che diventa un sogno. Così questa esposizione comincia. Con un sogno a occhi aperti, il sogno di un bambino. Inforcare la bicicletta, imboccare il sentiero, sciogliere le briglie del pensiero, dello sguardo, del corpo. E partire.

© Fausto De Stefani

Il viaggio non è fatto di una partenza sola, ma di una ripartenza dietro l’altra, di una fantasia dopo l’altra: continuamente immaginare, incessantemente trasformarsi e ricominciare a raccontare. Viaggio e racconto stanno nella stessa stanza, dietro la soglia degli occhi e dell’immaginazione. E il racconto è fatto di un narratore e di un ascoltatore, raccontare stringe insieme i due momenti, ecco perché il viaggiatore è sempre colui che, prima, si siede e ascolta, con gli occhi sgranati. Affamato di storie, per sognare di notte e di giorno affascinare.

Per questo al narratore, quando crea le sue visioni e le dona, non serve aver visitato i quattro angoli del mondo. E per questo, al viaggiatore, non servono tempo, denaro e mezzi veloci ma bastano un racconto, uno sguardo, un’immaginazione. Una fotografia. In un attimo, la mongolfiera si riempirà e chi lo vuole sarà partito, sopra le cime più alte, corridore al di là delle nuvole.

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