Michel Surya: Della dominazione

Questo pezzo è uscito sul mensile di attualità e cultura La Civetta

 

Di questo si tratta. Della dominazione. Chi la subisce, chi la possiede e assume, certo. Ma non sono, quelli sull’identità dei colpevoli, quesiti decisivi. Non il dominatore e nemmeno il dominio, bensì il loro esercitarsi è il di nella domanda fondamentale: di cosa si tratta nella democrazia contemporanea? Occorre resistere alla tentazione forse più attraente e certamente più feroce, nella sua fallacia: voler rincorrere a tutti i costi una soluzione additando e illudendosi di acchiappare il mostro della Storia. Ma il potere non si lascia ridurre in simili nominazioni; nemmeno in questione, poi, il riuscire a comprenderlo o a superarlo semplificandolo. Questi inviti sono, nella struttura della dominazione, il meccanismo supremo del suo alimentarsi: la pretesa di minacciarla e distruggerla è l’istanza primaria che muove chi, invece, brama di impossessarsene. E da questa pulsione, così costantemente incoraggiata e ancor più agevolmente premiata (ma mai, si badi bene, soddisfatta), altro non si genera che il reiterato instaurarsi della dominazione stessa che è già deleterio ritenere, solo per questo movimento, “nuova”. Per quanto essa si traduca nell’asportazione delle sue forme più accusate e perseguite, nessuna tendenza alla novità agita la dominazione. Piuttosto, l’atrofia della politica, la cancellazione del tempo che è categoria del cambiamento e, quindi, categoria politica se ce n’è una.

Michel Surya – Della dominazione

Della dominazione si tratta per proposizioni numerate, consecutive. La loro efficacia si condensa in poche righe e sale dalla pagina all’occhio, per sedimentarsi appena dietro. Una salita che fa trasalire. Ad ogni gradino della scala, i sassi sono posati e procedono, nonostante siano affermazioni (forse proprio in quanto affermazioni), nella costituzione di un interrogatorio. Lungi dall’estrarre a forza le risposte con domande inquisitorie, però, quest’operazione (e quest’opera) fa di apparenti soluzioni gli strumenti che scardinano le domande sbagliate. E si propongono come gli attrezzi di nuove indagini, intorno ai temi chiave. Il diritto, macabra danza dei giudici che si fanno chirurghi quando asportano i cancri della dominazione, salvo effettuare in tal modo l’epurazione degli ostacoli ad una dominazione che li renda più partecipi. Il capitale, affarismo radicalmente integrato, al punto da essere privo delle responsabilità per i malanni che, del resto, sono la natura e non certo il limite del suo sistema. La trasparenza, il vibrante e inesauribile desiderio di farsi attraversare dai sensi altrui, dalla loro conoscenza; la propria nudità è verità distribuita come un farmaco, supposto curatore per sé e per gli altri, droga somministrata dai e nei media. Infine, la libertà. Libertà di godere senza limiti che è l’imperativo categorico della dominazione: «Devi essere libero».

L’edizione originale del testo di Michel Surya è del 1999 e si compone di tre parti scritte negli anni immediatamente precedenti. A distanza di più di un decennio, tuttavia, l’analisi del filosofo francese rivela la propria attualità in maniere a tratti sorprendenti. Anche per questo l’edizione proposta da casa di marrani, prima traduzione assoluta in italiano, curata da Marco Tabacchini e Silvia Uberti, è preziosa e meritoria di riguardo.

E non dubitate: Della dominazione non si azzarderà a rispondere alla domanda fondamentale di cui sopra. Semmai farà porre nuove domande. E ci sembra ben più nobile intenzione.

 

Michel Surya
Della dominazione
Tradotto e curato da Marco Tabacchini e Silvia Uberti
casa di marrani, € 7,00

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