Francesco Bonami: Lo potevo fare anch’io

Questo pezzo, scritto con Fabrizio Migliorati, è uscito sul mensile di attualità e cultura La Civetta

 

Quante volte, sia dai più disimpegnati tavoli dei bar che dalle sale dei musei e delle gallerie più famosi, abbiamo sentito levarsi le stesse obiezioni, tanto categoriche quanto ripetitive, nei confronti dell’arte contemporanea? Obiezioni che si potrebbero ricondurre ad un’affermazione abusata – del resto, chi non ha ceduto almeno una volta alla sua tentazione? – che faccia loro da etichetta: «Lo potevo fare anch’io». Francesco Bonami, già direttore nel 2003 della Biennale di Venezia, attualmente direttore artistico, tra le altre cose, della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per l’Arte e prossimo curatore della 75esima Biennale di Whitney, scrive questo libro partendo proprio con l’intenzione di offrire un punto di vista sulle questioni dell’arte contemporanea: capolavori degni del loro rango o provocazioni sterili, rese ancor più frustranti dai fior di quattrini che le fa valere il solo fatto di stare in un museo? E i loro creatori sono degli artisti incapaci ma furbastri, che sanno come fare tutti fessi facendo quello che chiunque potrebbe fare, oppure dimostrano una sensibilità non comune, pur figlia del proprio tempo? In definitiva: l’arte contemporanea, è veramente arte?

Francesco Bonami – Lo potevo fare anch’io

E Bonami riesce pienamente nell’intento: lungi, infatti, dall’affannarsi a rispondere a queste domande, Lo potevo fare anch’io ci mostra come siano le domande stesse ad essere inadeguate allo scopo – stare di fronte ad un’opera d’arte contemporanea. Non potrebbe farlo che parlandoci delle opere e degli artisti, ecco perché i suoi brevi capitoli raccontano ognuno una micro-storia – sia di un autore o di una corrente creativa – permeata di aspetti peculiari che, sommati, non compongono il mosaico dell’arte contemporanea ma, piuttosto, invogliano il lettore a costruirsi in futuro il proprio mosaico, dal proprio sentimento individuale. Il linguaggio di Bonami è divertente e divertito, i suoi calembours giocano spesso con i nomi e degli artisti e i loro temi e raccontano di una disposizione d’animo rilassata e aperta da parte di un profondissimo conoscitore della materia. Anzi: l’atteggiamento di Bonami nel raccontarci con acutezza di spirito sia degli autori che ama sia di quelli che non sopporta affatto è in tanto più importante proprio in quanto è un grande esperto ad assumerlo, sembrando affermare l’esigenza di abbandonare quella seriosità autoreferenziale di troppi addetti ai lavori. Ci viene proposto un punto di vista, appunto, e in quanto tale privo di alcuna pretesa di assoluta universalità: Bonami non ci dice come stanno le cose, ma ci suggerisce un metodo per guardarle e farle nostre. Ecco perché, probabilmente, questo libro è stato accolto, alla prima edizione, con pareri così contrastanti: come se, da un lato, gli studiosi dell’arte più conservatori considerassero un insulto trattare con tale leggerezza la tematica più aulica possibile e, dall’altro, i lettori meno avvezzi a tali studi scoprissero con piacere che «per godersi un’opera d’arte non occorre essere intenditori, basta avere una mente aperta». L’arte contemporanea gioca, irride, scandalizza: in un’altra parola “sfotte”. Rendere questo sfottò accademicamente indiscutibile e severo significa ricadere nei meccanismi gerarchici della morale. E Bonami non è Sgarbi. Al di là della ricostruzione e della filologia, l’autore sembra far riecheggiare, in una maniera tutta sua, l’imperativo cortese di Aldo Palazzeschi: è arte? Non so, ma lasciatemi divertire.

 

Francesco Bonami
Lo potevo fare anch’io
Mondadori
€ 9,00

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...